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Il cellulare adatto ai bambini: quale, quando e a quali regole

Strumenti utili, nelle giuste misure

Il cellulare è parte integrante della vita di ognuno di noi e permette di svolgere molte attività, oltre che essere rintracciati in ogni momento con molta semplicità. In tal senso, si tratta di uno strumento molto utile anche dal punto di vista della sicurezza: avere la possibilità di conoscere la posizione di un bambino o un adolescente è un aspetto molto importante per i genitori.

Allo stesso tempo, però, lo smartphone è anche fonte di distrazione, soprattutto quando i bambini sono chiamati allo studio, nonché di contenuti multimediali potenzialmente dannosi e inappropriati in relazione alle loro età.

Si tratta dunque di strumenti che si presentano come un’arma a doppio taglio: da un lato hanno un potenziale infinito e possono fungere da importante risorsa per i più piccoli; dall’altro lato, tuttavia, possono agire come una seria minaccia per la salute del bambino e per il suo profilo psicologico.
Se si decide di fornire uno smartphone a un bambino, dunque, deve esserci un costante e non trascurabile controllo da parte del genitore, che deve utilizzare tutte le opportunità messe a disposizione dal sistema operativo per oscurare i contenuti dannosi o limitare le app di gioco e concedere l’accesso solo a informazioni e piattaforme utili.

Qual è il cellulare più adatto ai bambini

Non si può definire il terminale in assoluto più idoneo per un bambino, poiché vi sono diverse variabili da tenere in considerazione, tra cui quelle personali.
Tuttavia, di certo non è necessario acquistare un terminale di fascia alta per un bambino. I dispositivi più avanzati, infatti, non solo dispongono di risorse che non sono effettivamente utili a un bambino, ma sono spesso molto delicati, e non vanno affidati nelle mani di un ragazzino che potrebbe danneggiarlo gravemente e facilmente.

Altra variabile molto importante da considerare è la presenza di una piattaforma studiata appositamente per i più piccoli. Alcune aziende, infatti, hanno sviluppato dei dispositivi mobile pensati proprio per i bambini, i quali sono dotati di sistemi operativi completamente controllabili dai genitori e limitati in alcune funzioni complesse. Al contrario, dare a un bambino un cellulare che presenta un sistema operativo completo lo espone certamente a rischi.

In base a quanto detto, si può certamente asserire che tra i cellulari più idonei per i bambini vi sono alcuni di quelli prodotti da Samsung: l’azienda coreana, infatti, ha immesso sul mercato il Samsung Galaxy S5, che dispone della famosa “Kids Mode”. In alternativa, vi è il piccolo ed economico Samsung Galaxy Pocket, resistente e compatto.

In alternativa, si può riadattare un vecchio cellulare personale: se non funzionante, basta procurarsi i ricambi Samsung adatti, farlo riparare, rimuovere tutte le app inopportune o inutili e destinarlo all’utilizzo da parte dei bambini.

A che età dare il cellulare ai bambini?

È la domanda del secolo e in quanto tale non può avere una risposta univoca e valida per tutti. La risposta più appropriata è che dipende dai casi.
Dipende dal carattere del proprio bambino, dalla “diligenza” a scuola, dall’impegno profuso nelle attività svolte e dalle altre condizioni di merito. Tuttavia, l’età alla quale fornire il primo smartphone può dipendere anche dalla tendenza ad abusarne e dall’isolamento che questo utilizzo può generare. In base a queste variabili e studiando caso per caso, eventualmente consultando il proprio pediatra, si può decidere la giusta età.

In ogni caso si possono fare delle considerazioni universali. Ad esempio, al di sotto dei 3 anni l’utilizzo del cellulare andrebbe completamente vietato. Questo perché dalla nascita fino ai 3 anni vi è una delle fasi più delicate della vita di un bambino, che consiste nella conoscenza del mondo, degli spazi, degli oggetti e molto altro: rischiare di focalizzare l’attenzione del piccolo su uno smartphone rischierebbe di sottrarlo da queste esperienze fondamentali per la propria vita.
Oltretutto, uno smartphone potrebbe creare un senso di isolamento per il bambino piccolo, che in questa delicata fase della crescita necessita di socializzare per sviluppare le proprie abilità comunicative.
In definitiva, sotto i 3 anni l’utilizzo autonomo del cellulare è da evitare; fanno naturalmente eccezione tutte quelle situazioni in cui l’utilizzo è subordinato e controllato da un genitore, ad esempio nel caso di una videochiamata con parenti lontani.

Le regole per un utilizzo adeguato

Per i bambini di età superiore ai 3 anni, l’utilizzo dello smartphone non è di certo consigliato, ma non è nemmeno del tutto vietato. In ogni caso, fino alla fine dell’adolescenza, è importante imporre dei limiti al bambino che usa il cellulare.
Il genitore ha il dovere di rendere innanzitutto chiaro che il mancato rispetto delle regole ha come conseguenza la revoca del cellulare, senza obiezioni.

Tra le regole non può certamente mancare il vincolo che lega l’utilizzo del dispositivo alla resa scolastica.
Inoltre, durante i compiti vi deve essere il divieto di chattare e comunicare con i compagni. I compiti vanno infatti svolti autonomamente e senza alcuna fonte di distrazione.
Il cellulare, comunque, deve essere consentito per effettuare ricerche, anche se bisogna consigliare sempre l’alternativa di pc o tablet forniti dalla scuola.
Infine, un’altra importante regola consigliata caldamente dai pediatri e gli psicologi di tutto il mondo riguarda il tempo di utilizzo del terminale: in toto, infatti, lo smartphone non dovrebbe essere utilizzato per più di un’ora al giorno.
In questo senso, i sistemi operativi dei quali sono dotati alcuni cellulari vengono in aiuto dei genitori: alcuni permettono infatti di fissare un tetto massimo temporale di utilizzo del terminale, in seguito al quale non sarà possibile accedere ad alcune funzioni e/o applicazioni.

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