Gestione dei rifiuti speciali: alcuni errori da non commettere

Gestire i rifiuti speciali con consapevolezza è fondamentale per tutelare la salute dell’uomo e il benessere dell’ambiente. Anche i rifiuti speciali non pericolosi meritano una particolare attenzione, perché potrebbero diventare nocivi con il passare del tempo. Per questo è fondamentale che – indipendentemente dal codice CER (acronimo per Catalogo Europeo dei Rifiuti) identificativo del prodotto stesso – i rifiuti vengano affidati alle giuste aziende, affinché seguano le procedure più opportune per trasporto, stoccaggio o riutilizzo.

Prendersi carico dei propri rifiuti o, in alternativa, affidare questi prodotti ad aziende terze è un obbligo, che non si può rimandare e che va affrontato con criterio e metodo. Esistono aziende ben preparate, quali https://www.acbsrl.it/trasporto-rifiuti-speciali-non-pericolosi che vantano una lunga esperienza e le corrette autorizzazioni per potersi occupare del trattamento e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi.

Non tutte le aziende di trasporto e smaltimento possono, ovviamente, vantare la stessa esperienza e professionalità; ragion per cui, spesso, vengono commessi degli errori che sarebbe meglio evitare. Tra questi, se ne possono citare almeno quattro:

  1. Non compilare il modulo di carico e scarico dei rifiuti

Il registro di carico e scarico rifiuti è un documento fondamentale che qualsiasi azienda si occupi di rifiuti speciali deve compilare nel migliore dei modi. Essendo essenziale per tenere traccia della produzione e dello spostamento, nonché dello smaltimento dei rifiuti, questo documento – obbligatorio in alcuni casi – è oggetto di controllo da parte delle autorità.

Se ne deduce che ci siano alcune aziende obbligate a tenere un registro simile. Tra queste, spiccano proprio le imprese che si occupano di gestione dei rifiuti, specie se si parla di gestione rifiuti speciali pericolosi. Si aggiungono ad esse quelle imprese che si occupano del trattamento e della depurazione delle acque, nonché tutte le imprese agricole (con introiti per più di 8000 euro), artigianali e industriali che producono rifiuti speciali (siano essi pericolosi o meno).

Non rispettare l’obbligo di tenere un registro non implica ovviamente un danno diretto all’ambiente o alla salute dell’uomo, ma può comunque far scattare sanzioni pecuniarie fino a 30.000 euro e sanzioni amministrative notevoli (fino alla sospensione del responsabile della mancata compilazione del registro).

  1. Errori nella compilazione del registro di carico e scarico

Vale subito la premessa: sbagliare è umano e l’errore è ammesso. Ovviamente, lo stesso non può dirsi per alcuni tentativi messi in atto per aggirare eventuali sbagli: tra questi, non è ammesso l’utilizzo della matita per la compilazione del registro. Inoltre, non è necessario elencare ogni singolo rifiuto con il nome completo, ma basta utilizzare il codice CER che lo identifica.

I movimenti (dalla produzione allo scarico) vanno segnalati tempestivamente, con un codice che sia univoco per ogni registro: in breve, due movimenti diversi non possono avere lo stesso codice di riferimento sullo stesso registro.

  1. Trasportare i rifiuti senza il FIR

Per FIR si intende il Formulario di Identificazione dei rifiuti, anche questo un documento essenziale e immancabile: deve necessariamente accompagnare – compilato in maniera esatta e precisa – i rifiuti cui si riferisce in ogni loro tappa. Le sanzioni pecuniarie possono spingersi fino ai 9.000 euro, senza contare l’eventuale reclusione (in caso di trasporto di materiale pericoloso) fino a due anni.

  1. Non presentare il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale

Si tratta del MUD, un modello che si riferisce all’anno precedente e in cui si dichiarano tutti i rifiuti complessivamente prodotti o gestiti. L’obbligo di compilazione del MUD si riferisce alle stesse imprese vincolate alla compilazione del registro di carico e scarico. Non presentare il MUD equivale ad andare incontro a una multa fino a 10.000 euro, mentre presentarlo con un ritardo massimo di due mesi riduce l’importo massimo della sanzione a 160 euro.

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