Dal rifiuto alla rinascita

Nonostante l’Italia non sia ai primi posti in Europa per riciclo e raccolta differenziata, presenta alcune particolarità che la rendono unica nel vecchio continente.

Rapporto Green Italy

Da questo rapporto risulta che di 163 milioni di tonnellate di materiale di recupero industriale (metalli, carta, plastica, vetro, legno, tessile e comma) beh 24,1 milione sono della nostra Italia che con questo si posiziona al primo posto, seguita dalla Germania al secondo posto con 22,4 milioni di tonnellate. Questo vuol dire che il sistema di raccolta di rifiuti urbani e speciali, destinate al recupero di materie prime secondarie destinate all’industria, funziona. È per questo motivo che, in presenza di grandi quantità di rame, acciaio, alluminio, rame, ottone, nichel, cavi elettrici o schede elettroniche è doveroso rivolgersi ad acquistiamo metalli Milano e conferire tutto, in modo che venga inviato in fonderia per tornare a nuova vita. In questo caso un rifiuto si trasforma anche in risorsa e si fa tanto bene  all’ambiente.

L’industria ha imparato a recuperare

Non dimentichiamo che l’Italia è in perenne carenza di materie prime visto che, per nostra disgrazia, non ci sono giacimenti di materie importanti. In questo modo la carenza ha generato al necessità del recupero che offre la possibilità di avere materie prime a prezzo estremamente inferiore. Ecco allora le aziende che importano rottami dall’estero per poter ottenere piombo (offre un tasso di riciclo del 92%), oppure vetro o plastica.

I rifiuti: una grande risorsa

L’Italia è su una buona strada, ma la raccolta differenziata deve ancora migliorare notevolmente per raggiungere il 60% degli altri Paesi europei. Incentivare la raccolta differenziata, secondo Remedia (gestione rifiuti), potrebbe portare alla nascita di 2,8 milioni di nuovi posti di lavoro: un vero e proprio motore dell’economia. A confermarlo sono i report delle Nazioni Unite sui RAEE: ogni anno nel mondo si producono 50 milioni di tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Da questi rifiuti di potrebbero estrarre 320 tonnellate d’oro e 7.200 d’argento, ma solo il 15% viene realmente recuperato.

L’Italia, in questo settore, si posiziona al sedicesimo posto, con la regione Emilia-Romagna che fa da trainante, grazie anche al progetto Identis WEEE che vede la distribuzione di cassonetti per la raccolta della spazzatura elettronica.

 

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