Gli italiani e la crisi: gioielli di famiglia e beni rifugio

La crisi italiana ha messo tante famiglie nella necessità di vendere i gioielli per far fronte alle difficoltà continue. In due anni (2011/2013) sono state vendute 300 tonnellate di oro!

Il tempo ha cambiato il volto di questo aspetto

Sembra che l’anno più terribile sia stato il 2012, periodo in cui collane, orecchini, anelli e oggetti di vario genere sono finiti in un mercato fuori controllo. In quel periodo le attività di acquisto oro usato nascevano come funghi ma, come si legge in un dossier del Senato, solo il 40% di queste attività sono “imprese di tutto rispetto, trasparenti e fondate sulla serietà professionale”. Questo passaggio è stato avvalorato dal passare del tempo. Molti negozi sono spariti dall’oggi al domani e, fortunatamente, sono rimaste solo le attività serie e professionali come www.comproororoma.org che garantisce serietà, privacy e tutela alla propria clientela.

Chi ha ancora oggetti da vendere, oggi giorno, li utilizza con più consapevolezza, li vende controllando il valore dell’oro, facendo una serie di valutazioni e utilizzando il denaro per acquistare, ad esempio, piccoli lingotti) o prodotti che risultino un buon impiego per il futuro.

I beni rifugio

Ci sono materiali, infatti, che possono essere considerati beni rifugio come l’oro che è sempre un acquisto sicuro (ma puro e in lingotti, non in gioielli), platino, diamanti e, un elemento forse inatteso, ambra. Nell’elenco c’è chi mette anche il vino, le opere d’arte, le case, le auto d’epoca e buoni del tesoro di paesi economicamente forti.

Se un lingotto di oro o platino, oppure un diamante riesci a venderlo in tempi, tutto sommato, brevi, non è altrettanto vero per tutti gli altri beni. Inoltre sono troppe le varianti che potrebbero portare ad un fallimento. Prendiamo il vino. Per acquistarlo come bene rifugio devi puntare su vini molto particolari, con annate eccezionali e quello, tutto sommato, se hai i soldi, puoi farlo. Il problema è conservarlo in modo perfetto, senza che subisca alterazioni o danni, altrimenti non sarà più buono neppure da bere. Inoltre troppo legato alle mode o al passare dei tempi. I buoni del tesoro sarebbero un buon impegno, ma con la crisi generale che c’è, quale Paese può essere considerato affidabile al 100%? Opere d’arte e auto d’epoca, non sono altrettanto comodi da vendere, in caso di necessità, quindi metalli preziosi e pietre sono ancora il miglior investimento possibile.

 

 

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