Carnevali alla Juve, roba da non credere

Mio cugino lavora in un bar vicino allo stadio Olimpico e giuro che quando gli ho mandato il messaggio “hanno preso Carnevali come AD” mi ha risposto con un vocale di quarantadue secondi dove diceva sostanzialmente che non sapeva chi fosse. E in fondo aveva ragione lui, perché Giovanni Carnevali non è mai stato il tipo da copertina, da spot televisivo, da quella roba lì.

L’uomo che diceva no quando tutti dicevano sì

Al Sassuolo faceva una cosa semplice. Comprava bene, aspettava, vendeva meglio. Locatelli, Raspadori, Berardi che è rimasto per scelta propria nonostante le offerte. Roba che in un club di provincia non dovrebbe succedere e invece succedeva con una regolarità quasi irritante per gli altri direttori sportivi italiani che si chiedevano come diavolo ci riuscisse.

La risposta onesta? Diceva no quando serviva dire no.

Nel calcio italiano questa è una qualità rara tipo il tartufo bianco d’Alba. Tutti vogliono chiudere l’affare, fare bella figura, mettere il nome sul comunicato stampa. Lui no. Carnevali aspettava anche quando i tifosi del Sassuolo si lamentavano sui social, anche quando i giornalisti scrivevano che stava perdendo l’occasione. Poi arrivava la cifra giusta e chiudeva.

Adesso porta questa roba a Torino

E io onestamente non so se ridere o fare il tifo.

La Juventus è un posto strano, nel senso buono e cattivo insieme. C’è una pressione mediatica che non ha equivalenti nel calcio nostrano, ogni conferenza stampa diventa un evento, ogni mercato estivo una telenovela con quindici stagioni già in produzione. I tifosi bianconeri sono persone normali con una piccola differenza: considerano la vittoria un diritto acquisito alla nascita, non un obiettivo da raggiungere. Un po’ come certi club europei abituati a notti pesanti, tipo il Napoli che ha affrontato il freddo del Parken di Copenaghen in una sfida cruciale per gli ottavi di Champions, dove la pressione ambientale e il contesto ostile mettono a nudo la vera struttura mentale di una squadra.

Carnevali viene da Sassuolo. Da un posto dove vincere era un bonus, non un obbligo scritto nel contratto collettivo.

Lo scarto culturale è la vera sfida

Questo è la cosa che mi preoccupa di più, sinceramente. Non la sua competenza, quella è fuori discussione. Ma riuscirà a mantenere il suo metodo dentro un ambiente che storicamente ha assorbito e trasformato chiunque ci entrasse? È successo ad allenatori, dirigenti, giocatori. La Juve ha questa capacità di plasmare tutto secondo i suoi codici interni.

Poi c’è la questione dei conti, che non è roba da poco. Gli ultimi anni bianconeri tra vicende varie e bilanci da sistemare hanno lasciato un eredità complicata. Mercato estivo da gestire con risorse non illimitate, rosa da sfoltire in alcuni reparti, un allenatore con le sue preferenze precise su come vuole costruire la squadra. Praticamente il quadro ideale per un dirigente che ama lavorare tranquillo.

Però, e questo è il punto

Ironia a parte, questo è esattamente il tipo di situazione in cui Carnevali storicamente rende meglio. Quando i soldi scarseggiano e bisogna essere creativi, quando non puoi comprare il campione fatto e devi scommettere su quello che diventerà campione. Al Sassuolo lo ha fatto per anni e il mercato gli ha dato ragione quasi sempre.

Magari funziona anche qui. Magari no. Il calcio è strano abbastanza da sorprenderti sempre.

Un segnale culturale, prima ancora che tecnico

Una cosa che nessuno ha detto abbastanza chiaramente è che questa nomina racconta qualcosa di più grande. La Juventus sta dicendo che vuole cambiare pelle, che il modello degli ultimi anni non ha funzionato e che serve qualcuno con una filosofia diversa. Non un rivoluzionario, non uno showman. Uno che lavora, costruisce, aspetta i risultati senza fare troppo rumore.

Se ci riuscirà lo scopriremo tra qualche stagione. Per adesso possiamo solo guardare e sperare che il mio istinto si sbagli quando mi dice che l’ambiente juventino è più difficile da cambiare di quanto chiunque immagini dall’esterno.

Per seguire come si muovono le quote nelle prossime settimane di mercato bianconero, su questa pagina trovi aggiornamenti continui e strumenti per stare dentro la storia con più consapevolezza.

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